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martedì 26 aprile 2011

Auto blu e Pmi: dalla Cina con furore

di Carla Porro

Il Ministro Brunetta sembra non arrestare la sua ascesa. Inarrestabile lavoratore, anche il giorno di Pasquetta non si risparmia e vola a Pechino per inaugurare, insieme al ministro cinese della Scienza e della Tecnologia Wan Gang, il Centro italo-cinese sul trasferimento tecnologico. Il Centro, ha spiegato Brunetta, si occuperà di "Relazioni tra le medie, piccole e piccolissime imprese italiane e quelle cinesi, sotto la specie della tecnologia e della protezione e della valorizzazione della proprietà intellettuale".
Secondo il ministro "il punto centrale sta nella tutela: le imprese italiane che si rivolgeranno al centro sapranno di avere a disposizione un percorso giuridico, tecnico e amministrativo con delle regole di reciprocità ben chiare. Chi si rivolge al centro, diretto dall'Agenzia per l'Innovazione, non correrà i rischi relativi alla proprietà intellettuale che corre chi si muove da solo in Cina. Su questo abbiamo riscontrato una precisa volontà cinese”.

Non finisce qui: il ministro ha inaugurato anche un altro centro - quello per il design e l'innovazione di Shanghai, all'Università Tongji - con le discussioni tra amministrazione italiana e cinese per l'apertura di un terzo polo, quello dell'e-government e cloud computing.

Ma la grande novità lanciata da Brunetta nel giorno degli ultimi bagordi pasquali riguarda la gestione delle auto blu, tema assai caro ai contribuenti: si passerà dalle amministrazioni a operatori privati.
"Intendo inserire nel nuovo decreto sulla manutenzione della finanza pubblica un nuovo principio base -ha detto Brunetta- cioè l'obbligo per tutte le amministrazioni di comprare esternamente il servizio auto blu, anzichè produrlo direttamente. Si tratta di un sistema che comporta una riduzione dei costi del 40%-50%".

"Molte Regioni, molti Enti lo fanno già- ha elaborato Brunetta- ma diffondendo il principio avremo un settore auto blu trasparente e a costi di mercato. Un'auto blu a totale discrezione di un politico può costare 160-170 mila euro all'anno tra acquisto, manutenzione, benzina e soprattutto quattro autisti. E' una follia: si può avere lo stesso servizio a poco più della metà".

Allora, aspettiamo speranzosi

Da http://www.clubdellaliberta.it/

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