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venerdì 17 giugno 2011

16/06/2011 - Brunetta a Radio24

I precari sono "vittime del sistema" mentre "l'Italia peggiore" sono la "casta di privilegiati molto romani" che cerca solo visibilità mediatica. Queste le dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, intervistato da Alessandro Milan su Radio 24 (Ascolta la REPLICA), in relazione alla polemica riguardante il mondo dei precari. "Io faccio il professore di economia del lavoro - ha continuato - ed è da una vita che mi interesso di problemi del lavoro: le pare che io sia così stupido da dire che le vittime di un sistema che non funziona siano l'Italia peggiore? Lei pensa che sia così stupido? Io ce l'ho - ha spiegato il Ministro - con quella casta di privilegiati molto romani. Roma è piena di questo tessuto di persone e io mi preoccupo di più dei precari dei call center, dei precari nel settore privato che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato e non hanno parola. Io mi preoccupo di loro e sto lavorando per dare una soluzione ai loro problemi, mentre mi preoccupo di meno dei tanti organizzati, molto spesso in ambito romano, che vengono con telecamerine e striscioni per avere visibilità mediatica. Ho visto i giornali - ha sottolineato Brunetta - e la cosa più divertente è stata l'intervista alla leader di quel movimento di precari che è venuto a contestarmi o a pormi delle domande: guadagna 1.800 euro al mese da 5 anni, con contratti a termine presso un'agenzia del ministero del Lavoro. Non mi sembra molto precaria. C'è tanta ipocrisia in questo mondo e si fa presto a giudicare una frase rivolta a un modo barbaro di fare politica. Se tra 20 anni governeranno probabilmente gli altri, la sinistra, è questo il modo di costruire il dialogo tra forze sociali e chi governa: striscioni, insulti, agguati mediatici? Chi di agguato colpisce poi di agguato perisce - ha concluso - e la prossima volta magari contesteranno la Camusso, Bersani, porgendogli le stesse domande. Stiamo attenti a non capire l'imbarbarimento di questa fase della nostra vita politica".

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